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MONUMENTO NATURALE LAGO DI FONDI - COMUNI DI FONDI E MONTE S.BIAGIO
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Istituito tra le aree protette della Regione Lazio, con D.P.R.L. n.400 del 01.08.2006, il Monumento Naturale Lago di Fondi nasce per proteggere lo specchio d’acqua ed i terreni paludosi limitrofi che, prima delle bonifiche, nei periodi di massime precipitazioni, si “confondeva” con il lago. A causa dell’estremo frazionamento dei terreni, delle numerose recinzioni e anche della inconsistenza delle sponde, il lago è stato, fino ad oggi, poco accessibile e la sua bellezza si poteva ammirare soprattutto dall’alto, dalle vicine coste degli Ausoni, dal Tempio di Giove Anxur, dalla strada che porta a Monte San Biagio, da quella che da Sperlonga porta ad Itri. Rispetto agli altri laghi pontini quello di Fondi si caratterizza per la lunghezza, oltre 30 chilometri, delle sue sponde, per il fatto che esse sono molto frastagliate (testimonianza forse dell’ingresso di molti corsi d’acqua che provenivano dalla vasta pianura), per la tipologia delle sue acque (in parte dolci, provenienti da sorgenti pedemontane, ed in parte marine, che entrano dai canali di S. Anastasia e del Canneto con una salinità che può variare nelle stagioni): queste acque ne fanno un modello di ecosistema costiero di transizione, nel quale ecosistemi diversi sfumano l’uno nell’altro, con il conseguente variare e sovrapporsi di specie vegetali ed animali. I recenti progressi in materia di depurazione delle acque reflue che arrivano al lago lasciano ben sperare sul futuro della qualità e dell’evoluzione di questo ambiente. Per quanto riguarda le specie vegetali, c’è da dire che la vegetazione arborea “naturale” è ormai ridotta di molto, essendo stata sostituita da estese coltivazioni; si conserva ancora la fascia di canneto a canne di palude e lische, mentre del classico bosco ripariale di frassini, ontani, salici rimangono pochi brandelli sulle rive orientali; resistono ancora popolamenti della rara felce florida (Osmunda regalis), il cui nome latino la dice lunga sul suo portamento, varie specie di orchidee, tra cui l’orchis palustris di ibisco, e ninfee, falaschi, carici. Il Lago di Fondi è conosciuto da sempre anche come punto di sosta di uccelli migratori e di specie legate alle “zone umide” – Zona di Protezione Speciale, Direttiva Uccelli 79/409/UE: falchi di palude aironi, garzette, anatre, tarabusi, cavalieri d’Italia, pivieri, beccaccini e numerosissime folaghe, di cui si tramandano epiche “tele”, fortunatamente terminate con le recenti misure di salvaguardia tra cui il divieto di caccia sul lago. La gestione del Monumento Naturale è affidata all’Agenzia Regionale dei Parchi del Lazio

Informazioni:

Uffici amministrativi, Via Appia km.114,500, presso Consorzio di Bonifica, nelle vicinanze della Stazione Ferroviaria, Monte San Biagio - tel. e fax 0771567351


(Bruno Maragoni - maragoni@latinaturismo.it)


Per approfondimenti è possibile scaricare l'opuscolo "Latina, provincia verde, provincia blu" dalla pagina "Le nostre pubblicazioni" presente sul menù principale





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